didascalia

Where does the river #3, Polaroid 59

lunedì 18 giugno 2012

Integralmente Impossible Project 8x10. Beta test. (Impossible Project 8x10 Integral film, Beta test)

E' stata una lunga attesa.

Chi non ci credeva oppure non ci sperava più, si è dovuto ricredere e forse ha cominciato a ripulire i rulli.
Io li avevo già puliti e caldi da qualche tempo.
Essendo un piccolo pioniere Impossible Project, ho avuto l'opportunità e in qualche senso il privilegio di poter acquistare e testare a mie spese, devo dire assolutamente accettabili, la nuova pellicola sperimentale 8x10 Silver Shade, in versione integrale.
Già, non più peel-apart ma integrale e quì, ancor prima che aprissi la confezione, confesso di esser stato molto confuso a riguardo in quanto proprio non riuscivo a comprendere appieno come fosse assemblato il film, ma vengo al dunque e racconto la mia prima stimolante esperienza.

Mi ritrovo sul bancone un  packaging Polaroid 803 con in primo piano un'etichetta molto formale indicante la scritta Lot: 001.

Packaging Polaroid. 

Al suo interno i consueti due vassoi, contenenti rispettivamente in una sorta di Ying e Yang, i 15 negativi e i rispettivi 15 positivi, pronti a fondersi in una unione storica:


Speravo che il vassoio dei negativi,  non contenesse Lasagne al pesto.


Le lastre sono entrambe assemblate parzialmente con materiale nativo della Polaroid serie 800.
Subito mi è cascato l'occhio sull'indicazione riguardante la sensibilità della pellicola, ISO 1000/1250.
Mi immaginavo una sensibilità vicina alle emulsioni PX600 ma mi sbagliavo.
Oltretutto Impossible Project ha chiaramente indicato che vi possono essere delle differenze di sensibilità da lotto a lotto.
Tenendo a mente queste preliminari indicazioni, ho deciso di settare l'esposizione per ISO 800, essendo questo valore più vicino a 1000 che non 1600 a 1250, per poi regolarmi di conseguenza.
La scelta del soggetto per il mio primo scatto è coincisa con la possibilità di portare davanti alla mia Toyo, quella personalità ingombrante, problematica e assolutamente teatrale del mio amato padre, che per nulla intimorito dalla bestia si è messo a suo agio in studio, accendendosi un sigaro.
Volevo una fotografia che richiamasse con un certo feeling lo spirito di una lastra al collodio d'argento e ritornare idealmente ai tempi in cui le emulsioni erano davvero ancora sperimentali.
Lavorare in studio, in condizioni controllate mi è sembrato una buona base di partenza, quindi preparato il set ho iniziato a buttar giù due calcoli esposimetrici per il ritratto in preparazione.
Ho deciso di chiudere il diaframma del mio Rodenstock 360mm a f8 e di scattare a 1/30 di secondo utilizzando il mio sistema a luce continua, non essendo abituato a lavorare con i flash.
Come di consueto ho apposto un filtro UV davanti all'ottica.
Il mio bank autocostruito a luce continua consiste in un gruppo di 4 grandi lampade a fluorescenza a luce fredda (circa 6400K), sistemate all'interno di una parabola Ikea; la potenza complessiva è di circa 1200W e restituisce un'illuminazione soft, ideale per i ritratti.
Uso questo sistema principalmente per il collodio umido, ma visto che lavora bene anche con altri tipi di film, non mi sono posto ulteriori problemi.
La luce di riempimento da 300W è invece costituita da una parabola più piccola, contenente un unica lampada dello stesso tipo delle precedenti.
Ho caricato il negativo come da manuale,  facendo un pò di fatica ad agganciarlo alla linguetta arancione  di sicurezza.
Mi è sembrato che il volet in testa al negativo, fosse leggermente più corto e stretto di quello originale Polaroid. Nulla di difficile comunque.
Un particolare del cappuccio di sicurezza superiore del negativo:



Nota:rispetto all'originale, il segno giallo era sull'altro (http://papayaspoint.blogspot.it/2011/11/formato-8x10-polaroid-8x10-instant.html) 

Non sono riuscito a capire come mai la tipica freccia gialla fosse dalla parte opposta la protezione! Forse un errore nell'assemblaggio? 
Inizialmente era confuso e pensavo di aver caricato dalla faccia sbagliata il negativo. Fortunatamente, ho seguito le frecce grigie poste in fondo al volet da estrarre.
Chiudendo la cassetta, ho estratto in modo un pò faticoso il volet, che ha opposto una lieve resistenza.
Per il set, un lenzuolo bianco, un cilindro nero e la faccia medi toni di Charlie, niente di più.
Solo il flack dell'otturatore e l'espressione insofferente di mio padre..."abbiamo già finito?".
"Stai buono lì e goditi il sigaro, che dopo ne faccio un'altra!".
Ho alimentato il processatore,  dopodichè aprendo il vassoio dei positivi mi sono decisamente sorpreso e al tempo stesso ho capito tutto.
I fogli positivi sono costituiti da Mylar (suppongo) trasparente e hanno la logica funzione di trattenere l'emulsione durante il passaggio della pellicola esposta attraverso i rulli e quella di proteggere l'immagine finale.
Non esiste un foglio di stampa positivo!

Il rosa è davvero molto chic. Nel retro si posso osservare molto bene i consueti Pod ( vedi Immagini successive allo smantellamento)

Ho caricato il trasparente nel vassoio, notando una certa tendenza all'incurvarsi di quest'ultimo:



Positivo leggermente incurvato, forse dovuto al fatto che è molto sottile.


Sistemando il film holder,  ho prestato molta attenzione che nulla si piegasse.
Avviato il processatore, ho aspettato i 4 minuti di sviluppo, indicati sul data sheet di Impossible.
Essendo il film molto sensibile dopo lo sviluppo è necessario lasciare la pellicola dentro il cassetto posteriore del processatore, al buio.
Passati i quattro minuti, ho aperto lo sportello e ho finalmente potuto ammirare la nuova 8x10.
Come si dice, "buona la prima"?



L'incredible Carlo su pellicola Impossibile o meglio Charlie L'Incroyable su Impossible Project 8x10.

Non mi voglio lodare, ma adoro davvero questa fotografia. 
Sono molto contento di aver calcolato bene l'esposizione, tranne che per un punto: nell'eccitazione del momento,  ho tralasciato di compensare l'esposizione della pellicola dovuta alla caduta di luce per l'estensione del soffietto.
Per un ritratto di questo tipo, con l'ottica da 360mm,  di solito estendo il banco ottico per circa 50cm e quindi compenso di circa 1 stop e mezzo l'esposizione; non l'ho fatto, ma fortunatamente la pellicola essendo davvero vicina al valore indicato dalla casa è stata esposta praticamente in modo perfetto.
Solo una leggera sovraesposizione nella zona IX (capelli bianchi) comunque piacevole al sottoscritto. 
Direi che la sensibilità è davvero vicina al valore ISO 1000.
Il tono monocromatico del film è davvero bello, così come il contrasto complessivo, con un bel nero nella zone d'ombra e ottime sfumature nella scala dei grigi, soprattutto nei valori alti di luce.
La risoluzione dell'immagine è ottima (considerando il tempo di esposizione) e non ho riscontrato nessun difetto apparente nella spremitura dell'emulsione, ne tanto meno problemi di aree diversamente esposte e/o danneggiate. 
Un particolare salta subito agli occhi; l'immagine è SPECULARE.
Non esiste un foglio di stampa e per questo motivo, l'immagine ottenuta è quella sviluppata sopra il negativo e invertita orizzontalmente rispetto all'originale e siccome non abbiamo un sistema reflex a monte, come avviene per le piccole integrali Impossible o Polaroid, l'immagine resta capovolta.
Ho detto una cazzata?
Essendo un lotto sperimentale, probabilmente (ma è solo una mia speculazione) Impossible Project per la versione definitiva della pellicola, migliorerà le caratteristiche della cornice protettiva sottostante il mylar e forse anche nella parte superiore del film , dove si accumula una grande quantità di pasta sviluppatrice.  Del resto anche le tradizionali Polaroid sporcavano parecchio.
Osservando il retro della pellicola, ho anche notato un leggero disallineamento del negativo al suo corrispettivo positivo, ma può essere che al momento dell'estrazione del volet io abbia impiegato troppa forza, spostando di poco il negativo all'interno della cassetta.
Dettagli di poco conto e comunque  nulla che possa far preoccupare un fanatico.
Cavalcando l'onda, ho tentato un'altra esposizione, questa volta regolando l'otturatore a 1/60" e arretrando leggermente la luce di riempimento. 


 L'Incroyable #2. Notare lo spillamento dello sviluppatore nella cornice superiore. 


Il secondo scatto sembra leggermente sottoesposto, con tonalità di colore leggermente diversa, meno giallognola e più neutra. Preferisco decisamente la prima.
Anche se l'immagine è usabile, mi sono accorto subito di una caratteristica evidente; sembra che la pellicola sia molto sensibile alla sporcizia (del resto è una altolocata) e non digerisca l'imperfetta pulizia dei rulli.
Come si può notare sono infatti presenti un fastidioso pattern orizzontale e alcune macchie puntiformi, tipico risultato ottenuto quando i rulli dello sviluppatore sono sporcati dalle emulsioni precedenti. 
Il fatto curioso è che comunque io avevo controllato i cilindri metallici dopo la prima esposizione, essendomi accorto che una certa quantità di pasta sviluppatrice era fuoriuscita dai bordi della prima lastra.
Evidentemente non sono stato troppo attento durante la pulizia e dovevo pulirli meglio. Basta saperlo.
A sessione conclusa, ho congedato mio padre dal set e mi sono dedicato alle scansioni delle immagini ottenute per registrare le tonalità delle istantanee al tempo zero e verificarne successivamente le possibili variazioni.
Ma tant'è (colloquiale) non ho resistito...

Il Lift.

Disponendo di due immagini abbastanza simili, ho subito sacrificato l'ultima esposizione per effettuare ciò che più amo fare con le pellicole Impossible, ovvero i lift su carta d'acquarello.
Il distacco dell'immagine dal negativo è avvenuto in modo incredibilmente fluido e ho ottenuto una trasparenza fantastica.




Giusto per curiosità, dopo lo smantellamento della lastra trasparente, ho dato una controllata ai Pod esausti:

Ogni positivo alloggia un Pod diviso in due compartimenti.

Dopo aver rifilato come di consueto l'immagine, l'emulsione immersa successivamente nell'acqua, si è scollata dal mylar in modo eccellente, non trascinando con se la colla opaca sottostante.
Ho riscaldato l'acqua esattamente a 50°C.
Un piccolo contributo video:

video




In un certo senso è peel-apart!
Naturalmente, come per tutti i film integrali Impossible Project, prima si esegue la separazione  meglio avviene il distacco.

Magia del lift!



L'immagine si è stesa abbastanza agevolmente sulla carta, nonostante le dimensioni implichino una certa dimestichezza con la procedura e l'uso di supporti adatti alle grandi dimensioni.
Nonostante le imperfezioni (di solito giovano) il lift ottenuto mi piace e come spesso accade a causa del tipo di  lavorazione, l'immagine trasferita è ancora più grande e dà ancora maggiore soddisfazione.
Purtroppo non sono riuscito a trovare uno scanner adatto a ospitare i fogli 30x45cm e mi sono arrangiato con quello che uso di solito; la qualità non è eccellente ma si può comprendere la resa del lift.


Distacco dell'emulsione #1, dopo 1 ora  dallo sviluppo. Notare a sinistra il banding dovuto ai rulli sporchi.
Carta per acquarelli, tinta neutra, satinata da 300g/m2



Ovviamente e fortunatamente, tramite il lift è possibile revertare le immagini, togliendole dal loro stato speculare; fatto non trascurabile e strada da imboccare a senso unico, soprattutto nei casi in cui, le nostre fotografie siano destinate a un pubblico che non sia abituato a leggere come Leonardo Da Vinci. 
Questa potrebbe essere una vera limitazione per alcuni, oppure un motivo in più per altri, per imparare la tecnica e creare capolavori su carta. 
Perseguendo questa strada, il giorno seguente, notando una leggera variazione di tono nella parte superiore dell'immagine, mi è venuto il sospetto che qualcosa stesse cambiando.
Inoltre la pasta blu dello sviluppatore, si è infiltrata prepotentemente nella cornice superiore argentata, rovinando il bell'aspetto del frame.
Osservando con attenzione le prime 8x10 postate sulla pagina di Facebook di Impossible Project, si percepisce chiaramente un colore diverso rispetto a quello che ho ottenuto nelle mie esposizioni. Potrebbe essere un problema di monitor ma a me, sono sembrate molto più calde, addirittura simili nei toni a certe Chocolate. 
Siccome in passato ho avuto esperienze "degradanti" con le pellicole PX di vecchia generazione, da sempre pratico Yoga e Emulsion Lift per preservare la vita delle mie istantanee.
Ho voluto tentare un secondo lift.
Et voilà.


Cianotipo? No, solo un tagliere Ikea ideale per rifilare le istantanee (pagatemi).

Anche dopo 24 ore l'immagine si è separata perfettamente dal negativo sottostante, senza il bisogno di metterla in acqua per tale operazione.

Distacco dell'emulsione #2, dopo 24 ore  dallo sviluppo.
Carta per acquarelli, tinta neutra, satinata da 300g/m2
Dopo il distacco e la stesura sulla carta, ho notato una certa variazione di tono dell'emulsione, forse solo dovuto alla naturale tinta del supporto  sottostante. 
Tengo di nuovo a precisare che la scansione purtroppo non rende, come al solito, giustizia al contrasto e alla  texture dell'immagine in questione.
Immagino già le potenzialità di questo film per questo tipo di manipolazioni.
Questo per ora è tutto, aggiornamenti dell'ultima ora permettendo e spero di portare nei prossimi giorni nuovi contributi.
In programma una sessione di scatti all'aperto e una sorta di test sul campo su come usare il processatore motorizzato lontano da casa.

Conclusione.

Probabilmente, è il miglior film impossible mai provato fino a oggi.
Per giudicare obiettivamente questo nuovo e già fantastico supporto, si dovrà attendere la commercializzazione del prodotto ed esporre molte lastre, soprattutto per verificare la stabilità nel tempo dell'emulsione.  
Attendo fiducioso come sempre, sperando in un prezzo finale non troppo esagerato e mandando un mio sentito ringraziamento a Impossible Project e a tutti coloro ( customers inclusi) che hanno reso possibile questo sogno divenuto realtà, che a tutti gli effetti rimarrà indelebilmente impresso nella storia della fotografia.


Scaldate i rulli, si parte.

Un update di fine anno 2012, con qualche immagine in più prodotta in questi mesi:

Un ragazzaccio di nome Davide, con la sua fedele FKD sovietica.


Un'uscita in esterni, primo test estivo.


Dopo aver ceduto alla tentazione dell'autoscatto, celebrando la riparazione della mia sviluppatrice manuale.

Altri esempi ai seguenti indirizzi:
http://www.flickr.com/photos/57376740@N03/7421814166/in/set-72157630069444455
http://www.flickr.com/photos/57376740@N03/8166156831/in/set-72157630069444455/

2 commenti:

  1. Anche per un neofita, leggerti è sempre un piacere. Bravo Matte !!

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    1. Se il mio reader di fiducia Mark! Ti ringrazio davvero moltissimo...

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