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Fading into the White #2, Polaroid 55

giovedì 7 aprile 2011

La fotocamera di Batman. Polaroid SX-70 Sonar

Lucius: "Posso fare qualcos'altro per lei?"
Bruce: "...una fotocamera nuova."
Lucius: "Già! Quella vecchia fa un pò anni settanta..."
Bruce: "...non parlo di moda Sig. Fox, ma di funzionalità!"
Si passano degli schizzi di un progetto, tra le mani.
Lucius: "Vuole poter mettere a fuoco al buio?
Bruce: "...certo con la luce sarebbe più facile!"
Lucius: "Vedrò cosa posso fare..."
Sembra che Bruce Wayne, nei panni di Batman, desideroso di pizzicare al buio qualche farabutto, abbia affidato lo sviluppo della sua nuova bat-camera a Lucius Fox, amministratore delegato e capo della sezione ricerca & sviluppo della Wayne Enterprises, che, come secondo lavoro, era ingegnere presso le Polaroid Industries.

La tecnologia che contraddistingue questo incredibile oggetto, sembra proprio uscita fuori da un fumetto Marvel; in realtà, è più intrigante pensare che essa si sia evoluta da tecnologie segrete ai tempi della  guerra fredda, visto che Mr. Edwin H. Land e collaboratori come James Baker, presero parte, già nei primi anni cinquanta, alla progettazione delle ottiche del ricognitore spia Lockeed U-2!
Questa Polaroid è davvero molto interessante.

Polaroid SX-70 Sonar, OneStep

La fotocamera, costruita alla fine degli anni settanta, possiede (udite, udite) un SONAR.
Acronimo di SOund NAvigation and Ranging, tale dispositivo, tramite impulsi sonori e i relativi echi riflessi, permette il calcolo della distanza degli oggetti presenti nell'ambiente; esattamente lo stesso principio della ecolocalizzazione, che in natura, permette ai delfini di comunicare e di spostarsi in acqua torbide, rimpinzandosi di aringhe, ai pipistrelli di spaventare donzelle e di cacciare insetti di notte, a un sottomarino nemico di affondarmi il canotto.
Nel caso della bat-camera, il sonar permette la messa a fuoco automatica degli oggetti, anche nel buio più totale, ammesso che prima dello scatto, Batman o lo sfortunato di turno, non finiscano in un tombino aperto...forse è per questo che l'hanno chiamata OneStep.

Batman OneStep...nel tombino
Comics by Matteo Capaia ©2011

L'autofocus funziona in questo modo; premendo a metà il pulsante di scatto, un oscillatore al quarzo manda impulsi regolari a un contatore che a sua volta, fa partire il trasduttore elettrostatico del sonar.

Freccia a sinistra, pulsante di esclusione Auto-focus, al centro il trasduttore Sonar,  freccia a destra buco dell' avvisatore di sottoesposizione?

Dal grande occhio dorato, parte un'inaudibile segnale acustico, composto da diverse frequenze.
Gli oggetti presenti nell'area inquadrata, riflettono gli ultrasuoni e vengono raccolti dal trasduttore che gli ha emessi in precedenza.
Il tempo impiegato, tra l'invio del segnale e la ricezione di quest'ultimo, fornisce il dato da far masticare al circuito ricevente, che deve calcolare la distanza focale.
Ricevuti gli echi riflessi, un filtro elettronico, decide quali sono le frequenze di ritorno ammesse (scartando gli echi disturbanti) e segnala al contatore iniziale di fermarsi.
All'interno dell'annoiato contatore, c'è un numero predefinito di posizioni "elettronicamente" vuote, queste corrispondono al numero di zone di profondità di campo nelle quali è suddivisa l'ampiezza della messa a fuoco, calcolata per la fotocamera.
Quando la giusta posizione è indicata dal filtro di ritorno, il contatore avvia un motore passo-passo, che regola la  posizione di un ingranaggio collegato alle lenti, i cui scatti progressivi, mettono a fuoco l'ottica.*
Semplice vero? (ironico).
Questa di seguito, è la prima foto uscita dalla mia Sonar, sfruttando il supporto del cavalletto e scattando in debole luce ambiente; l'autofocus ha prodotto un'immagine davvero nitida.

Impossible PX70 color push,
La Boxe #1

Il sistema funziona benissimo e a mio parere, potrebbe competere tranquillamente con alcuni blasonati autofocus odierni.
Nel caso  si volesse escludere questa meraviglia tecnica, si può, comunque, focalizzare manualmente.
Per disattivare l'automatismo, esiste uno switch posizionato sopra la ghiera del fuoco che tramite un perno, la libera dal blocco.
Lavorando in manuale, non si può contare sulla precisione del mirino Fresnel sdoppiato (un ottimo aiuto in condizioni di scarsa luce), finezza assente in tutti i modelli dotati di Sonar.
Come chicca tecnologica di consolazione, sul lato destro del mirino interno, compare una luce rossa; non è un allarme siluro-in-arrivo, bensì un avviso di luce bassa, che "dovrebbe" essere di aiuto per compensare l'esposizione.

Luce rossa di avviso sottoesposizione (Low light Warning), all'interno del mirino reflex

La Sonar, eredita dalla sorella maggiore SX-70 Alpha-1, due importanti caratteristiche: il foro filettato per il treppiede e gli attacchi per la tracolla, entrambe molto utili per il fotografo della domenica, che alberga in me.

Foro filettato per l'attacco al treppiede

Attacchi della tracolla

Purtroppo, la presenza del blocco autofocus non permette il montaggio di  alcuni accessori, progettati per le versioni precedenti, come il parasole Polaroid #120, il porta lente/filtri Polaroid #113 e alcuni tipi di flashbar, che possiedono un attacco differente.

Nota bene: usando il cavo scatto Polaroid #112, non è possibile usare l'autofocus, in quanto il pulsante remoto, non ha la capacità di dialogare con il circuito. Si focalizza solo in manuale.

Altra piccola limitazione è l'ingombro del Sonar, che obbliga a scegliere una borsetta più capiente e meglio imbottita; il dispositivo è delicato, quindi bisogna avere l'accortezza di maneggiare con amore la macchina.
Poco male comunque, averla tra le mani è davvero un piacere e presto ci si abitua alle nuove forme. Mhhh...la mia fidanzata potrebbe ingelosirsi.
E' stato sicuramente dello stesso parere Batman, che entusiasta della sua nuova fotocamera, ha potuto finalmente conciliare il lavoro, con la sua passione segreta, la fotografia.

Le prime foto di Batman, non proprio all'altezza delle aspettative: anche i supereroi non si improvvisano fotografi
comics by Matteo Capaia ©2011

Un'altra fotocamera istantanea geniale; la Sonar è tutt'ora un'ottima erede della SX-70, giustamente aggiornata.  
Chi dovrei ringraziare, Mr.Land o Lucius Fox?


(*) studio basato su mie osservazioni e su indicazioni di Everett H. Ortner, issue of Popular Science, July 1978.

Errata Corrige: su segnalazione di un intenditore, Batman, giustamente, usciva su DC Comics. Chiedo scusa per la gaffe!
Comunque, anche l'universo Marvel, si addice perfettamente a contenere la Batcamera.






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