didascalia

Fading into the White #2, Polaroid 55

domenica 13 marzo 2011

E' tempo di sbucciare pellicole, peel apart films

E' una febbre che non mi passa, anzi faccio di tutto per aggravarla.
Chi mi sta intorno sopporta.


Faccio una piccola premessa; lo scorso inverno, alcuni pacchi di pellicole Polaroid 667 e 664 (scaduti da circa dieci anni), sono finiti direttamente dalla discarica al mio frigorifero, in mezzo ai pomodori. 
Come non sprecare questi preziosi reperti? 
Con i pomodori ho ricavato una gustosa spaghettata, mentre con le pellicole ho iniziato a sfornare nuove istantanee, grazie all'arrivo di un'altra macchina fotografica. 
Finalmente, dopo due mesi di attesa, ho tra le mani una Polaroid pack film commercializzata alla fine degli anni sessanta (un modello pro-sumer si direbbe oggi), precisamente una Automatic 250, in discrete condizioni, proveniente dalla California. 

Polaroid Land Camera Automatic 250


Tralasciando le noiosissime caratteristiche tecniche, posso solo dire che nonostante abbia più di quarant'anni, mi è parso subito un oggetto magnifico, gratificante già dalla prima apertura del soffietto. 
Ai suoi tempi era rivoluzionaria, in quanto è stata una delle prime macchine fotografiche ad avere un otturatore elettronico transistorizzato associato ad una esposizione automatica: “Attenti! Caricare, mirare, fuoco!”.
Senza la benda sugli occhi. 
E' come sparare con un fucile da cecchino, infatti l'otturatore è di tipo bolt-action, si ricarica ogni volta dopo ogni scatto, spingendo verso il basso una leva sulla destra del blocco lente. 
Per mettere a fuoco, si spostano con gli indici, due levette posizionate ai lati del soffietto, nella parte alta del corpo macchina, che sono collegate al meccanismo estensibile del soffietto.
Il movimento di quest'ultimo è collegato alla meccanica del telemetro tramite una levetta di rinvio, cosicchè, il movimento di messa a fuoco coincide con quello che vedi, a fuoco, nel mirino.Tramite una ghiera posta sotto la lente, si possono selezionare quattro tipi di film; 75, 150, 300 e 3000 ISO, dopodichè, a seconda delle condizioni di luce, si può azionare una levetta misteriosa che permette la mascheratura della lente con due diaframmi aggiuntivi.


Levetta misteriosa e ghiera settaggi ISO


Questi sono i "programmi di esposizione, selezionabili con la levetta, semplici.


Settaggi esposizione

Chi l'ha brilantemente progettata, l'ha dotata di un ergonomia strana, sconosciuta a noi "moderni", leggera, costruita con materiali semplici uniti ad altri di qualità eccellente come i vetri dell'ottica e il bellissimo, anzi magnifico, telemetro marchiato Zeiss; quattro mosse in serie per scattare una fotografia e infine un corpo ripieghevole su se stesso, per farlo scomparire furtivamente dentro una borsetta.
Un'oggetto che però, una volta in mostra, non passa indifferente.
Qualche giorno fa, mentre  aprivo la macchina dentro un mercato, mi sono accorto di un bambino che,  con la bocca aperta, guardava l'oggetto transformer strattonando con la manina la mamma; lei dolcissimamente gli ha detto: "hai visto che bella macchina fotografica ha il signore? E’ bellissima, mica come quelle di adesso!".
Mi sono quasi commosso, per me certe cose non hanno prezzo.
La macchina ha avuto un prezzo però; alla fine dei conti centocinquanta euro, comprese le spese di spedizione e alcuni accessori come il fantastico flash, i suoi bulbi, un timer a molla originale, un esposimetro fuori uso (utile se hai una automatica…) due confezione scadute di pellicola Polaroid 108 e una cold-clip, tutto racchiuso da una originale valigia in pelle Polaroid aperta delicatamente da un artificiere della dogana, ovvero distrutta completamente.
Sperando di non aver buttato via i miei soldi, in questa nobile azione di recupero, mi sono affidato al mio riparatore di fiducia, me stesso, nelle vesti dell'omino rosso. 

Il mio tecnico di fiducia, attraverso lo splendido mirino Zeiss


Dopo una scrupolosa pulizia e una attenta verifica degli organi vitali, quali lenti, soffietto, rulli spremi agrumi, telemetro, ghiere, leve e pulsanti di scatto, ho testato il funzionamento dell'otturatore secondario con tre batterie ministilo AAA da 1,5V, in quanto la pila originale da 4,5V si trova solo a caro prezzo in alcuni negozi on-line, ad prezzo da follia, circa venticinque euro.
Da buon Genovese, è stata obbligatoria una piccola modifica al vano batterie.
Rompendo alcuni supporti in plastica e rimuovendo il porta batteria originale, ho fatto spazio per tre piccoli porta batterie  uniti  tra loro, ho saldato i contatti e li ho collegati ai morsetti originali, provvedendo così alla fornitura del necessario voltaggio.

Conversione pacco batterie



Nota Bene: Tester e saldatore, reperti usati alla scuola di elettronica venticinque anni fa, sono finalmente serviti; cinque anni di purgatorio, un diploma di perito elettronico  alfine di  rimettere in funzione una macchina fotografica anni sessanta; grazie mamma e papà, non siete contenti?
Quindi,  ho spento le luci della stanza, dito sull'occhio elettronico per ingannare l'esposizione, settaggio della ghiera pellicola su ISO 75, maschera otturatore su "interni senza flash", un bel respiro...Click...Clack! 
Lo scatto è partito e la lunga posa mi ha permesso di sentire il rumore del secondo otturatore. 
La corrente arrivava al circuito, il cuore della macchina ha ripreso a funzionare, ci voleva solo un piccolo defribillatore. 
Poi è toccato al flash, un oggetto uscito fuori da un fumetto di Flash Gordon, un occhione blu appollaiato sopra la macchina che, indossando impermeabile e cappello, invita a fotografare l'uomo-ragno.


Il primo giorno di lavoro al Daily Planet
Si incastra semplicemente con una clip metallica a sinistra del mirino e si collega al blocco lente-otturatore con uno spinotto.

Polaroid Flash, model #268

 Al suo interno, trova alloggio una semplice batteria stilo AA 1,5V che funziona da innesco, per inserirla basta svitare due scomodissime viti nella zona inferiore del corpo. 
Per rimuovere il lampeggiatore c'è una levetta di sgancio integrata alla clip.




Flash chiuso, cavetto, pulsante rosso di sgancio bomba e sottostante clip di aggancio

Il lampo si ottiene caricando la parabola con una lampadina incendiaria (bulbo) da innestare all'interno.
Una volta usato, si apre la lente blu e si estrae il bulbo bruciato premendo un tasto rosso, tipo War games.


Flash aperto con Bulbo incendiario


Dovevo provarlo subito, non ho resistito.
Una pulizia interna, una nuova batteria, un nuovo bulbo e dopo averlo collegato alla fotocamera, ho azionato il detonatore. POF! Questo è stato il rumore, non FLASH.
E' partito un lampo che avrebbe fatto strabuzzare gli occhi  a una talpa, per non citare un noto pianista Blues.
Risolto il controllo lampeggiatore, ho disinserito l'accessorio e ho caricato subito la macchina con un pacco di Polaroid 667, quelle tenute in frigo.
Insieme alla mia lingua, ho messo a posto le linguette del pacco pellicole e chiudendo il dorso, ho subito rimosso il  lungo nastro nero protettivo; uscita la prima linguetta bianca, contrassegnata con il numero uno, ero finalmente pronto.
Ho premuto il pulsante di scatto e secondo manuale, ho estratto successivamente la pellicola; occhio a non avere nessuno a fianco, potreste stenderlo con una gomitata da manuale.
E' divertente, sembra di afferrare il cordino di un paracadute, lo tiri ed esce fuori il resto, ma qualche volta non si apre...
Dopo circa un minuto sbuccio la pellicola, poso il suo negativo, la cornice sporca di l'emulsione ed ecco la prima istantanea, sottoesposta. 

Film Polaroid 667 scaduto, sottoesposto


Ho letto, in seguito, che la sottoesposizione è un piccolo fastidio comune a questo tipo di macchina, quindi, ho ruotato  la ghiera scuro/chiaro dal centro verso il chiaro. 




La ghiera per la compensazione dell'esposizione, a fianco l'occhio elettronico di Al 9000

Prendo un'altra esposizione con un altro soggetto:

Bijou, film Polaroid 667 scaduto


Ha funzionato, la macchina ha correttamente compensato la sottoesposizione, considerando che la stanza era debolmente illuminata  e non ho usato il cavalletto il risultato è accettabile.
La grana della pellicola  è molto grossa, comunque, se lo scatto è ben esposto, la granulosità diventa piacevolissima.
Le restanti otto pellicole sono andate praticamente in fumo, a causa di piccoli fastidi (vedi paracadute non aperti), un microscopico buchino nel soffietto che mi impressionava le pellicole e grosse strisciate bianche  sull'emulsione, dovute all'estrazione difficoltosa delle linguette mal disposte. 
Con un pò di pazienza, ho risolto i problemi tecnici ed ero pronto per una missione in esterno. 
Il giorno dopo, praticamente al buio, dentro un mercato, ho colto alle spalle un ignaro pianista, un bel soggetto, calato in uno strano contesto:


Un pianista al mercato, film Polaroid 667 scaduto


E' stata una grande sorpresa, pensavo uscisse una foto poco utilizzabile, invece, l'immagine è rimasta esposta perfettamente,  i dettagli e le scale di grigio sono notevoli. Penso che con la digitale non avrei fatto di meglio.
Qualche giorno dopo, incoraggiato dai risultati, ho aperto un pacco di pellicole Polaroid 664 e durante una bellissima gita a Sestri Levante, ho finalmente ricavato degli scatti di una qualità sorprendente:

Silvia, la mia modella preferita, film Polaroid 664 scaduto
Me stesso messo al muro da Silvia , film Polaroid 664, scaduto


La soddisfazione di separare il negativo dal positivo e di vedere una bella foto è stata grandissima, anche Silvia, la mia fidanzata "assistente" è rimasta colpita dalla qualità della pellicola: "ma queste sono più belle di quelle altre quadrate!". Sorriso.
Finalmente, posso dedicarmi alla ricerca di pellicole da sbucciare, fresche (la Fuji produce ancora pellicole istantanee di questo tipo, perfettamente compatibili con le fotocamere pack-film) e scadute, tutte da  sperimentare con il mio "nuovo"giocattolo.
A seconda dei casi, può farmi sentire come un fotoreporter fuori dal tribunale oppure come James Bond in vacanza, in vena di romanticismi.
Sono giunto rapidamente alla conclusione che è una fotocamera meravigliosa, ancora capace di sorprendere e di fare degnamente a pugni con molte bullette digitali. 
Un appassionato motociclista, del resto, non disdegna mai una buona 250.
Le febbre continua a salire.

12 commenti:

  1. Matteo -
    Ho appena fatto questo (caso batteria) con una Polaroid 100 che ho comprato per 5,00 dollari ad una antica fiera d'estate scorsa!
    Ho così apprezzato molto la lettura di questo. Se non ti dispiace le mie domande ...
    Come ha saputo tutto questo, e cosa ti ha interessato nelle macchine fotografiche Polaroid e film in principio?

    Inoltre, posso chiedere un favore molto grande? Potrebbe mettere un traduttore sul tuo blog? Il mio italiano è limitato a dire altro. Il mio traduttore (leggere indietro) contiene solo 300 parole alla volta, e io non voglio perdere ciò che si scrive qui.

    Grazie così tanto.

    Vi auguro una bella serata.

    lisa.

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  2. Disregard my translator request Matteo.
    I found out how to translate your blog to English!!
    I am pleased!!!

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  3. Thanks for your writing in italian, you are good! It is not easy, i know! I thought to write my blog in english, but some parts are really diffucult to translate 'cos to the Idioms used for! I'll try! But tell me, what kind of translator did you use?
    Anyway,good job for your 100, does it work well?
    I'm glad for your questions, it's a bit complicated to respond them!
    I don't know exactly; i feel that digital photography and software processing are amazing and i love them, they give you a technical perfection and infinite ways to express our visions, but this can be very "cold" and it can become a path followed by all.
    On the other hand , instant photography captured me due to that sense of inaccuracy and art projection, and finally because i would give a second life to these beautiful cameras and films. In addition to this, I like difficult things and to go a bit against the tide!
    It gives me so great satisfaction, that some people do not believe their eyes when I say that the pictures they noted, were taken in this way. A way of photography actually underestimated by the masses, which should not be forgotten, i hope.
    The surprising fact, is that all my interest about Polaroid photography , was born in about six months since a got in my hands my first instant camera...
    I hope I have not bored you!
    Grazie Lisa, aspetto una tua opinione a riguardo,
    buona serata anche a te!

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  4. Matteo - io uso Google Translate. E 'il più facile per me da utilizzare. Io sono italiano, e può comprendere alcuni, ma non posso parlare o scrivere in modo da utilizzare il traduttore. Non mi dispiace perché mi sta insegnando un po ', e mi piace questo fatto.

    La mia 100 funziona molto bene. Proprio come te, il mio amore per Polaroid ha iniziato con le fotocamere e le pellicole. Mio padre aveva una Polaroid. Non so di che tipo, ma ha usato il film-a parte la buccia, e c'era un bastoncino di qualcosa di chimico che si doveva strofinare sulle foto (in bianco e nero), una volta sono stati sviluppati. Sai che mi ricordo ancora cosa che puzzava come? Tale un bel ricordo.

    Ho una buona quantità di film che mi è scaduto guardia con la mia vita! Sono entusiasti del progetto Impossible, ma non è "del tutto lì " ancora.

    Grazie così tanto per rispondere alle mie domande, e se italiano è più facile per voi, ho il mio traduttore che funziona piuttosto bene.

    Grazie anche per il tuo commento sul mio Stampe Lumen. si può già sapere come fare, ma se non, e se si vuole provare, me lo faccia sapere. Esse non implicano una macchina fotografica a tutti.

    Vi auguro una bella serata.

    lisa.

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  5. ciao, complimenti per le foto e per il blog! è molto interessante e ha fornito molte risposte alle mie domande! proprio ieri è arrivata la mia prima macchina polaroid che carica pellicole Type 100. peccato che è una colorpack II... una domanda, ma come funziona la messa a fuoco della land 250? è manuale?

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  6. Ciao Pamela, grazie per i tuoi commenti, mi fa piacere che il post ti sia servito a soddisfare le tue curiosità!
    Ti confermo che la messa a fuoco è manuale, così come per tutte le Polaroid serie 100, Pack Film, pieghevoli.
    Per mettere a fuoco, si spostano con gli indici, due levette posizionate ai lati del soffietto, nella parte alta del corpo macchina, che sono collegate al meccanismo estensibile del soffietto.
    Il movimento di quest'ultimo è collegato alla meccanica del telemetro tramite una levetta di rinvio, cosicchè, il movimento di messa a fuoco coincide con quello che vedi, a fuoco, nel mirino.
    Non sottovalutare la tua Colorpack II, anche se di qualità inferiore; falle un bel tagliando, pulizia rulli, batterie nuove, pulizia lenti e produrrà ottime foto vedrai!
    Per altre domande sarò felice di risponderti, se possibile.
    Un saluto
    Matteo

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  7. ciao, io ho, fra le altre polaroid, una 340. Che bellezza. Che passione queste macchine vero? bello qui, ci ripasso

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  8. Grazie Sukun,è un piacere la tua visita.
    Sono daccordo con te, sono macchine che continuano a stupire.
    Ho dato una veloce occhiata al tuo Blog...è bellissimo, approfondirò con curiosità i tuoi contenuti oltre che le tue fotografie, tra l'altro molto belle e intriganti...

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  9. Ciao!
    Ho una polaroid express 485b
    Non riesco a capire se abbia o meno bisogno di una batteria per il suo funzionamento e come si utilizzi il metro avvolgibile che ha incorporato.

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  10. Ciao,
    dunque non ne ho mai vista una dal vivo, ma da quel che so come appassionato è che non hai bisogno di pile, se non le 4 stilo per il flash automatico che dovrebbe avere in dotazione.
    L'esposizione è manuale, prendendo come riferimento la distanza dal soggetto ( Il metro che hai davanti a dx serve per mettere alla distanza giusta il soggetto ), l'uso del flash (occorre calcolare il numero guida) il diaframma impiegato (sulla dx, dovresti avere vicino all'obiettivo una scala di diaframmi da f8 a f32 e un plug synchro se usi una luce esterna in più) . A seconda dei tappi applicati, impressiona le 4 zone diverse della pellicola. Puoi ovviamente prendere esposizioni multiple se lasci i tappi aperti.
    Usa pellicole a strappo tipo 80 (3 1/4" x 3 3/8"... quadrate per intenderci, introvabili).
    Alcuni effettuano una modifica interna, rimuovendo un pezzo di plastica della sede dei pack film e riesce a usare le pellicole tipo 100, sia fuji che polaroid. Non è una modifica facilissima.
    Non posso darti altre informazioni anche perchè non sono riuscito a trovare alcun manuale :) Saluti.

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  11. p.s. la velocità dell'otturatore è singola e al momento dello scatto, comunica con il flash, tramite la slitta hot-shoe. Quì hai il manuale del flash http://www.everythingretek.com/PRDLibrary/LIBRARY8/LIBRARY/PARTS/485PARTS.PDF

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  12. Ciao e complimenti per foto e blog molto bello e istruttivo io sono un neofita della Polaroid ho iniziato da meno di un anno con una ee100 ed ora sono riuscito a trovare una type 101 (che macchina meravigliosa!!) anche se mi è successo un problemino mi si è piegato il cavo che collega il pulsante di scatto all'otturatore e non funge più....hai idea di come potrei aggiustarla non trovando più quel tipo di cavi? saluti da Sestri Levante!!

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