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Fading into the White #2, Polaroid 55

venerdì 4 febbraio 2011

Primi sintomi e inizio malattia, Polaroid SX-70

Ho deciso finalmente di applicarmi in un piccolo progetto di fotografie Polaroid, la mia nuova ossessione, che ha praticamente assorbito tutto il mio tempo libero (lo metterei tra virgolette libero) negli ultimi tre mesi.
Tutto è partito da una cena tra amici a casa mia; per stupire i presenti, oramai storditi dal vino e dai miei sproloqui fotografici, mi sono improvvisamente ricordato di una macchina polaroid SX-70, regalatami qualche anno fa da una mia cara amica Inglese, Joyce.

Polaroid SX-70
Da allora l'avevo lasciata in un cassetto di un mobile etnico, insieme a una cinepresa antica perchè, non trovando le pellicole in città, mi ero subito scoraggiato all'idea di rimetterla in funzione.
Ma quello era un periodo di ossessione digitale, ero troppo impegnato a calibrare monitor (a occhio), a trovare i settaggi giusti per la stampa e a rodermi il fegato per i milioni di pixel del nuovo modello Olympus e così...puff!
Niente più Polaroid, "tanto sono foto così piccole...", che sbaglio!
Ritornando a quella sera, tra gli amici  e la mia ragazza che già odorava nell'aria la mia futura nuova malattia, riaprendo il parallelepipedo alieno mi sono svegliato ed il giorno dopo iniziava una faticosa ricerca di materiale, informazioni e cultura Polaroid. 
Trovate finalmente le pellicole e provato a caricarle, la macchina però era morta.  Seguiva ululato.
Dopo centottantaeuro di riparazione fuori città, finalmente tutto era pronto, e io avevo il mal di pancia.
La sera stessa mi lanciavo senza paracadute in tre scatti raffiguranti la mia orchidea.

orchidea scatto #2


Qualche minuto dopo, arrivava ignaro il mio caro amico Stefano e, ancora col casco in testa, veniva investito da ogni mia nozione acquisita nei giorni precedenti sul mondo Polaroid; ora posso ricordarlo, vacillava, ma mi seguiva curioso perchè anche lui ha la passione per la fotografia e una necessaria dose di entusiasmo per tutto ciò che c'è di creativo e diverso.
Abbiamo giocato un pò e quelli che seguono sono alcuni degli scatti usciti dal quel bel momento.

stefano


me stesso, primo scatto di stefano

Abbiamo usato tutte le otto pellicole, ma solo quattro erano ben impresse. 
Che fatica abituarsi alla macchina, che strani rumori uscivano dopo lo scatto per non parlare della difficoltà ad usare gli  accorgimenti autocostruiti  per coprire la pellicola non appena uscita, ma tutto ha funzionato e io ero felice.  
Messi gli scatti nella bacheca di sughero ho iniziato a pensare ai successivi sviluppi.



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